Sobre Onetti en italiano

Da Faulkner a Onetti: Uno studio comparativo dei cronotopi letterari fra Yoknapatawpha e Santa María

Erminio Corti     
      
INTRODUZIONE
    
“Requiem por Faulkner (Padre y maestro mágico)”,1 così Juan Carlos Onetti intitolò un articolo scritto il 6 luglio 1962 per commemorare la scomparsa – avvenuta quel giorno stesso – del geniale creatore della cosiddetta “saga di Yoknapatawpha”,2 un articolo determinante per la successiva lettura critica dell’opera prodotta dall’autore uruguayano in oltre cinquant’anni di attività artistica.

Il mondo narrativo di Juan Carlos Onetti

Savina Neirotti

Onetti pubblica il suo primo romanzo, El pozo, nel 1939: questa è l'epoca dell'indigenismo, di una letteratura pittoresca, truculenta, scritta con un linguaggio melodrammatico, nelle cui storie la cosa più importante finisce per essere il paesaggio, selvaggio, indomito, e dove gli esseri umani, proprio per l'indigenza formale di questi romanzi, appaiono simili a marionette.
Ebbene, in quegli anni, Onetti scrive già romanzi dove c'è una coscienza artistica e formale molto solida. Scrive quello che per me è uno dei capolavori del XX secolo, La vita breve, che esce intorno gli anni '50. Si tratta di un romanzo assolutamente moderno dal punto di vista della costruzione, perché vi è un utilizzo abilissimo del punto di vista: ciò che fa sì che un romanzo abbia un carattere unilaterale o un carattere molteplice, sferico. E' un romanzo straordinario, dove viene messa in atto una transizione continua fra una realtà di primo grado - una realtà di cose vissute - e una realtà di secondo grado, fatta di cose sognate, inventate.

Montevidea

Marcelo Scalona

Montevidea*

"Ormai non sarai più
in un giorno venturo
non saprò dove abiti
con chi
nemmeno se ti ricordi
non mi stringerai fra le braccia mai più
come quella sera
mai
non ti toccherò un’altra volta
non ti vedrò morire"

(Idea Vilariño: "Ormai no")

Potrebbe essere miliardaria. Le basterebbe autorizzare l’editrice Planeta affinchè pubblichi l’epistolario dei 50 anni del suo amore difficile con Giancarlo Onetti. Si venderebbe di più di "L’amore nei tempi del Colera”. L’ultima lettera (15 fogli dicono), Onetti gliela scrisse dieci giorni prima di morire, a 86 anni. Fu un amore che percose mezzo secolo, tre matrimoni di lui e la perennità di lei. Una volta smisero di vedersi durante 10 anni... E che? Le lettere sono scrupulosamente custodite da un amico di lei, professore di lettere montevideano, che lui potrà pubblicarle solo dopo la morte di Idea. Chi disse che tutti gli uomini hanno un prezzo...?

Un esempio latino-americano: Juan Carlos Onetti

Mario Vargas Llosa

Onetti è un caso straordinario perché comincia a scrivere le sue storie, che sono modernissime proprio da un punto di vista tecnico, in un momento in cui la letteratura in America Latina era una letteratura molto povera tecnicamente. Era una letteratura ancora "costumbrista", regionalista, indigenista, a seconda delle diverse denominazioni, ma era una letteratura dedita al folklore, una letteratura che faceva leva su ciò che era pittoresco, sulla descrizione del colore, degli usi e dei costumi locali, una letteratura, insomma, molto poco consapevole dell'importanza della forma.

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