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Beschreibungen – italienischDa Faulkner a Onetti: Uno studio comparativo dei cronotopi letterari fra Yoknapatawpha e Santa MaríaErminio Corti Il mondo narrativo di Juan Carlos OnettiSavina Neirotti Onetti pubblica il suo primo romanzo, El pozo, nel 1939: questa è l'epoca dell'indigenismo, di una letteratura pittoresca, truculenta, scritta con un linguaggio melodrammatico, nelle cui storie la cosa più importante finisce per essere il paesaggio, selvaggio, indomito, e dove gli esseri umani, proprio per l'indigenza formale di questi romanzi, appaiono simili a marionette. Juan Carlos OnettiHugo Acevedo L'autore di Il pozzo e altre emblematiche opere, è stato un autentico paradigma di anticonformismo davanti a un mondo in accelerato processo di disintegrazione morale, che ritratto magistralmente nella sua vasta produzione. Per evadere dal tortuoso incubo di vivere, l'emblematico scrittore creò universi fittizi alternativi a una realtà quotidiana che gli asfissiava. MontevideaMarcelo Scalona Montevidea* "Ormai non sarai più (Idea Vilariño: "Ormai no") Potrebbe essere miliardaria. Le basterebbe autorizzare l’editrice Planeta affinchè pubblichi l’epistolario dei 50 anni del suo amore difficile con Giancarlo Onetti. Si venderebbe di più di "L’amore nei tempi del Colera”. L’ultima lettera (15 fogli dicono), Onetti gliela scrisse dieci giorni prima di morire, a 86 anni. Fu un amore che percose mezzo secolo, tre matrimoni di lui e la perennità di lei. Una volta smisero di vedersi durante 10 anni... E che? Le lettere sono scrupulosamente custodite da un amico di lei, professore di lettere montevideano, che lui potrà pubblicarle solo dopo la morte di Idea. Chi disse che tutti gli uomini hanno un prezzo...? Un esempio latino-americano: Juan Carlos OnettiMario Vargas Llosa Onetti è un caso straordinario perché comincia a scrivere le sue storie, che sono modernissime proprio da un punto di vista tecnico, in un momento in cui la letteratura in America Latina era una letteratura molto povera tecnicamente. Era una letteratura ancora "costumbrista", regionalista, indigenista, a seconda delle diverse denominazioni, ma era una letteratura dedita al folklore, una letteratura che faceva leva su ciò che era pittoresco, sulla descrizione del colore, degli usi e dei costumi locali, una letteratura, insomma, molto poco consapevole dell'importanza della forma. |
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